Le ragioni (sbagliate) della BCE

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La fine, lungamente e ampiamente preannunciata, del programma di quantitative easing (QE) della Banca centrale europea (BCE: ma se continua così potremmo ribattezzarla BQE) sta arrivando rapidamente. La BCE continua a sostenere che smetterà di espandere il proprio bilancio entro la fine del 2018. Questo significherebbe una svolta radicale in quasi un decennio di stampa del denaro che ha raggiunto un livello sorprendente, pari al 40% del PIL della zona euro. La campagna di QE della BCE ha raggiunto proporzioni tali che è cresciuta oltre il PIL dell’Eurozona per tre anni consecutivi. Come mostra il grafico seguente, il bilancio della BCE è cresciuto molto di più rispetto all’economia dell’Eurozona nel 2015, 2016 e 2017.

Fonte: Eurostat, Federal Reserve

Il bilancio della BCE è in crescita anche quest’anno e supererà l’economia dell’Eurozona, nonostante il piano della BCE di chiudere il programma quest’inverno. La BCE sostiene che l’economia dell’Eurozona è finalmente abbastanza forte e l’inflazione sufficientemente alta da poter ridurre la sua base monetaria e porre fine al programma di QE. Mentre l’inflazione sta accelerando, la crescita economica è nettamente più lenta rispetto all’anno scorso. Il PIL della zona euro nei primi due trimestri del 2018 è stato dello 0,4%, sostanzialmente la metà di quello del corrispondente periodo del 2017.

Il nostro Primary Macrotrend Index, un indicatore proprietario sullo stato dell’economia, è in calo da alcuni mesi sull’Europa, mentre è ancora in trend positivo sugli USA: e la sua correlazione con il mercato azionario spiega molte cose.

Primary Macrotrend Index e Eurostoxx50 – Fonte: www.cicliemercati.it

Il tasso di inflazione dell’Eurozona non aumenta principalmente a causa di fattori costruttivi come l’accelerazione della crescita economica, il rafforzamento della fiducia dei consumatori (il dato sta scendendo da fine 2017), o l’accelerazione della crescita dei salari (che rimane stagnante e al di sotto del tasso di inflazione). L’inflazione sta aumentando a causa della svalutazione della valuta, del calo degli investimenti esteri diretti, dei tassi di interesse negativi e della stampa ancora eccessivamente generosa di denaro in un momento in cui la base monetaria statunitense si sta contraendo a causa dell’azione della FED.

La BCE non sta terminando il QE perché è fiduciosa in un’economia in rafforzamento, ma perché è preoccupata per la prospettiva di un’inflazione (attualmente al 2,1%) che continua a salire oltre l’obiettivo del 2%. A peggiorare le cose, da anni la BCE sta stampando denaro e comprando il debito pubblico più velocemente di quanto tutti i governi dell’Eurozona abbiano preso a prestito, in sostanza finanziando il 100% dei deficit di bilancio in paesi come l’Italia. Se non la BCE, chi presterà al governo italiano a tassi di interesse molto bassi tra aumento dell’inflazione, deficit crescenti e aumento del rischio valutario mentre la sua crescita economica rimane inferiore all’1%? È difficile immaginarlo, perché nessuno a parte la BCE è stato un acquirente netto del debito del governo italiano per anni.

La sfortunata conseguenza di anni di politica monetaria eccessivamente accomodante da parte della BCE (che ne è perfettamente consapevole) è che ha raggiunto il suo obiettivo, a lungo auspicato, dell’inflazione del 2%: ma, almeno per ora, sembra per le ragioni sbagliate.

Francesco Caruso è il creatore del Composite Momentum e di numerosi altri indicatori di analisi tecnica ed è MFTA (Master of Financial and Technical Analysis), il livello più alto riconosciuto dall’associazione mondiale IFTA. Vincitore di premi, tra cui il John Brooks Award e due edizioni del SIAT Award, è il fondatore della Market Risk Management, società leader nei servizi di advisory indipendente (www.cicliemercati.it).

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Questo sito nasce dalla mia passione per lo studio dei mercati finanziari e dalla mia ricerca più che ventennale nel campo dell'analisi tecnica e quantitativa. Mi rivolgo all'investitore, appassionato di borsa e di mercati che cerca un'opinione indipendente e un approccio sistematico alla comprensione dei cicli finanziari e delle strategie di allocazione.