Notevole film sulla assenza di scale morali nella società attuale, “Elle” (pluripremiato: due Golden Globe e altro) si svolge in una Parigi residenziale e ricca, durante alcuni mesi a cavallo dell’autunno/inverno. Michelle – una perfetta Isabelle Huppert – è una donna-manager, una nouvelle bourgeoise ultracinquantenne che viene violentata nella sua casa da uno sconosciuto mascherato. Da questo episodio, e dal momentaneo seppellimento morale dello stesso, prende spunto una sequenza di eventi che riguarda un nucleo di persone che gravitano attorno alla protagonista. Paul Verhoeven è un regista olandese di grande successo (“Basic instinct” su tutti, ma anche “Robocop” e “Atto di forza”), fiammingo nell’animo e nel suo modo di dipingere la realtà: a me era piaciuto a suo tempo il truculento “L’amore e il sangue”, con Rutger Hauer.

In “Elle” questo suo tratto esce, anche se smorzato da una interpretazione essenziale e quasi altera di Isabelle Huppert, ma lascia gradatamente il posto a una freddezza fotografica. Il film lascia interdetti in alcuni passi (l’identità scontata del violentatore, la figura del figlio in totale crisi di negazione della realtà), ma apre a riflessioni molto meno superficiali della trama stessa, come quella del parallelismo tra il videogame creato dalla società di cui la Huppert è capo e lo spaccato etico della classe sociale dei protagonisti, dove l’unica morale (?) che emerge è quella dell’amoralità e della ricerca di emozioni come unica molla comportamentale. Tutto è (auto)permesso, tutto è (auto)giustificato, persino il danno fisico è meglio curarlo in casa per evitare domande scomode, la morte e altri eventi chiave vengono vissuti come incidenti nel percorso di soddisfacimento delle proprie personali manie. In questo senso, e sempre se questo è il senso e non una mia sovrainterpretazione del film, “Elle” è un freddo atto d’accusa verso una società bidimensionale, fatta solo di ego e di piacere, dove lo spessore della morale è azzerato. Comunque da vedere, se non altro per esprimere una valutazione personale.

* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO