Classico B-movie di fantascienza con un certo budget, con grandi debiti a “Alien” (il primo) e “La Cosa” di John Carpenter, quindi due capolavori del genere. Il debito è ben ripagato attraverso un film di schema classico ma efficace: una stazione spaziale si prende in pancia un campione di vita aliena proveniente da Marte (chiamato ironicamente “Calvin” da una bambina terrestre), ma sottovaluta tutto quello che può sottovalutare. Ne nasce un massacro, del quale comunque il crescendo iniziale è di ottima fantasia visionaria: l’alieno è repellente e la fine che riserva alle sue vittime – specie alle prime – è peggiore di quella di molti suoi predecessori. Il finale non è scontato e lascia poco spazio a un sequel. La sceneggiatura di “Life” è discreta, gli effetti speciali buoni, gli attori credibili, la musica non invadente. Ampiamente vedibile per gli amanti del genere.

* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO