Nel Gennaio 2009, in pieno finale di partita della Grande Crisi, oltre a Madoff e ai disastri vari c’è una storia vera e bellissima di un pilota che agli sgoccioli della sua carriera trova il coraggio di scegliere con la propria testa e con l’esperienza e di salvare la vita a 155 persone ammarando nell’Hudson, in piena New York, con una manovra mai fatta né prima né dopo. Clint Eastwood a 86 anni è il lucido cantore e insieme l’incarnazione del Mito Americano: un uomo che è emerso in modo inaspettato dopo una vita difficile, ha avuto una storia personale estremamente complessa e una crescita artistica enorme. Ma l’Ispettore Callaghan, il Fuggiasco di “Un mondo perfetto” e il Pistolero de “Gli Spietati” sono sempre lì, in tutti i suoi film, a ricordarci che il vero Eroe è chi è coerente con se stesso e pronto a sfidare qualunque destino in nome dei suoi principi, giusti o sbagliati che siano. Clint Eastwood e Tom Hanks si trovano alla perfezione perchè in questo film entrambi sono esattamente e completamente se stessi, sono la summa dei personaggi che hanno interpretato (o diretto) in decenni di splendido cinema.

“Sully” è un grande film, la cosa migliore di Eastwood dopo “Gran Torino”: emozionante, secco, coinvolgente, in alcuni punti toccante, interpretato magistralmente da Tom Hanks (alter ego anche fisiognomico del vero Sully) e da un cast di classe tra cui spicca Aaron Eckhart. Un solo suggerimento: non alzatevi prima che siano finiti i titoli di coda, perdereste qualcosa.

Post scriptum – Di tutte le recensioni che ho fatto in questi anni ho un solo mea culpa da espiare e lo faccio adesso: non aver dato il massimo dei voti a “Gran Torino”, un capolavoro assoluto.

* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO