Paolo Sorrentino – Regista

  • L’uomo in più (2001)
  • Le conseguenze dell’amore (2004)
  • L’amico di famiglia (2006)
  • Il divo (2008)
  • This Must Be the Place (2011)
  • La grande bellezza (2013)
  • Youth – La giovinezza (2015)
  • Loro (2018)

ll nuovo film di Sorrentino “Loro 1”, almeno per questa prima parte, è molto semplicemente un puro divertissement d’autore. La storia che viene raccontata – friabile come la morale di tutti i personaggi coinvolti – narra dell’avvicinamento da parte di un piccolo faccendiere pugliese (Riccardo Scamarcio, in gran forma e che riesce a essere simpatico anche in panni dove questo non è certo semplice) a botte di droga e sesso facile nei confronti di quello che viene definito “lui” con la L maiuscola. Nel percorso fioriscono una serie di elementi collaterali – perlopiù relazioni con donne di allegrissimi costumi e politici, dipinti esattamente come noi ci aspettiamo siano i nostri politici coinvolti in quelle vicende: una massa di furbetti del quartierino, più o meno ignoranti e più o meno zerbini di chiunque avesse un po’ più di potere di loro. Che dire del film. Come prima cosa Sorrentino è bravo, a me piace ed è uno di quei registi che riescono comunque anche in film come questo, almeno come questa prima parte che a mio personale e modesto avviso è decisamente una delle sue prove meno felici, a inserire punte di gradevolezza estetica (la scena della pecora, alcuni esterni) ma poi alla fine effettua troppo blandamente il “castigat ridendo mores“, anzi sembra così sguazzare nella materia antimorale da sembrare compartecipe. Il film si lascia guardare, ci mancherebbe, ma lascia nulla o poco, stenta a decollare e non troviamo quella magia visiva, quel disincanto, quell’amore complesso strutturato e tormentato che pervadeva “La grande bellezza“. E non troviamo neanche quel minimalismo e quei silenzi scarni di “Le conseguenze dell’amore”, uno dei migliori film italiani degli ultimi due decenni, o la teatralità del film su Andreotti, “Il Divo”. Qui arriva un Sorrentino stanco, accondiscendente, barocco, lezioso, che ci racconta una favoletta che tutti conosciamo: la favoletta del potere che si prende quello che vuole, che lascia i resti e che espelle da se stesso tutti quelli che gli si mettono contro, cose vecchie, cose note a chi è arrivato anche solo vicino a sfiorare quella Sacra Rota di cui l’autore parla. Ma è giusto rimandare il discorso alla seconda parte, che si presuppone più centrata sul Nostro (Lui) che in questa prima parte è comparso (Servillo) solo verso la fine per regalarci qualche inquadratura di grande effetto e che sicuramente avrà strappato un sorriso anche al vero lui. Il voto per ora è 3/6 con riserva: a brevissimo la seconda parte. Per curiosi.
F.C.

* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO

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