Australia. Joshua perde la madre per overdose e, arrivato a casa della nonna materna, comprende rapidamente di essere arrivato in un mondo a dir poco difficile. A capo della famiglia c’è una nonna  (una magnifica Jacki Weaver) che media le relazioni affettive tra i figli, consiglia le strategie migliori, tradisce,  tresca. Uno dei figli è ricercato dalla Polizia e gli altri si macchiano di reati sempre più efferati nel tentativo di sfuggire alla Polizia corrotta e vendicativa. In questa giungla di spietati che sono a turno carnefici e vittime, il ragazzo prima osserva poi  deve  integrarsi, per istinto di sopravvivenza. Ma neanche la ricerca di un semplice sentimento è possibile: e tornano, sempre, i binomi classici amore-morte e delitto-castigo, seppure in modo del tutto inaspettato. “Animal Kingdom”, esordio cinematografico di Michod, è una cronaca che con  gli sguardi, i silenzi, le splendide inquadrature e la colonna sonora diventa un bel film. Gli attori sono ottimi interpreti di personaggi scarni, privi di senso del limite, poco intelligenti. Ottimo film, molto duro, anche se più che con Tarantino e Scorsese penserei a analogie con il magnifico “Onora il Padre e la Madre” di Lumet. Ineluttabile, ahimé, che fosse un flop commerciale nell’Italia del bunga bunga.

Animal Kingdom (*** 1/2) ultima modifica: 2010-11-07T12:19:29+00:00 da Francesco