Che cosa differenzia un mercato in salita da una bolla? Come si comportano gli investitori privati, quelli istituzionali e le Banche Centrali in presenza di una bolla in formazione e di una bolla che scoppia e si sgonfia?

Questa distinzione è fondamentale non solo dal punto di vista del trader, ma anche e soprattutto dell’investitore, che spesso è preda dell’emozionalità che lo porta a sequenze di scelte poco razionali, distruggendo o minando seriamente il suo capitale.

Cosa sono le bolle? Come si formano e chi le crea?

Le bolle finanziarie sono movimenti rialzisti, nel senso che per bolla si intende un rigonfiamento delle quotazioni fino a livelli esagerati, a cui segue uno sgonfiamento (violento calo) sotto il peso del ritorno alla realtà. Questo è quello che tecnicamente succede quando si ha una bolla finanziaria. Il perché è qualcosa di più complesso. Una bolla si forma, paradossalmente, a causa della assenza di convinzione degli operatori su un certo movimento in atto. In una bolla la convinzione totale degli operatori arriva nella fase terminale, dopo una specie di ostruzionismo della ragione al fatto che un mercato/titolo/settore/commodity o altro stia salendo.
Cerco di spiegare ogni assioma con degli esempi. Il primo è quello della bolla dot.com che scoppiò nel 2000 (Nasdaq). Non fu un movimento che nacque all’improvviso; al contrario arrivò dopo una lunga fase di salita titubante, in cui tutti dicevano che il Nasdaq era sopravvalutato, che non poteva restare così alto, che prima o poi sarebbe sceso. Se di un titolo al rialzo dici che dovrà scendere, significa che hai due posizioni possibili: o non ce l’hai (o magari ne hai pochissimi e comunque sempre meno di quello che dovresti avere se fossi un asset manager) o addirittura – se sei un trader – sei al ribasso. Un altro modo di essere al ribasso è vendere allo scoperto le opzioni call, che sono in pratica dei diritti di acquisto. Tutte le persone che si trovano in un mercato che sale e che hanno questo tipo di posizionamento hanno una sola possibilità di chiudere le loro posizioni e smettere di perdere: comprare. Il paradosso è che tutti quelli che combattono il trend in una fase rialzista, diventano senza volerlo essi stessi la benzina sul fuoco della fase rialzista.
Cosa è successo con il Nasdaq? E’ successo che molti investitori anche pro erano fuori perché pensavano che fosse troppo caro, il Nasdaq invece di correggere ha strappato ancora verso l’alto, i clienti e i top manager si sono arrabbiati perché i loro gestori non performavano bene, e tutte queste persone hanno dovuto prendere provvedimenti o si sono lasciate prendere dalla famosa FOMO (Fear Of Missing Out, la paura di restare fuori) rientrando forzatamente (inseguendo) e finendo per spingere esse stesse in bolla il Nasdaq che stava già salendo. La mancanza di convinzione e l’errato posizionamento durante un trend sono la chiave per la creazione di una bolla o di un crash. I fondamentali non hanno alcun peso nella parte finale.

Cosa sono le bolle? Come si formano e chi le crea? ultima modifica: 2024-03-21T12:47:13+00:00 da Francesco Caruso