Film – “First man – Il primo uomo” (*****)

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“First man – Il primo uomo” vincerà almeno tre Oscar: miglior film, miglior attore protagonista (Ryan Gosling) e miglior regista (Damien Chazelle, già, quello di Whiplash (*****) e La La Land (****, Oscar e Golden Globe). Poi, probabilmente, ne vincerà qualche altro. Il film – bellissimo – parla di Armstrong, dell’Apollo 11 e di tutto quello che avvenne prima di Apollo 11 a partire dal 1961, quando Armstrong faceva il collaudatore, fino ad arrivare al ritorno sulla terra dopo il fantastico volo del luglio 1969. Ma è sbagliato pensare che si tratti di un film documentaristico o di un film con effetti speciali tipo Apollo 13. Il film è basato su uno degli eventi più importanti del nostro tempo e uno dei passi indimenticabili della civiltà umana, raccontato dal punto di vista dell’uomo e della famiglia. Questo rende il film meno fruibile a un pubblico abituato ai film veloci e alle morali cotte e mangiate. Difatti la storia di Armstrong – interpretato in maniera perfetta da Ryan Gosling, che credo moltissimi amanti del cinema si aspettino di vedere come prossimo 007 – è una storia di volontà, di sogno e anche di dolore per la morte prematura della figlioletta. I punti migliori del film sono quelli legati alla ricostruzione dei posti, dei razzi, delle capsule  e alla ricostruzione del viaggio in quanto il regista elimina ogni patina di pathos euforico e glam mentre si concentra sulla cruda drammaticità dei dettagli, sul rumore delle lamiere contorte dallo sforzo, soprattutto sugli inattesi e vellutati silenzi nello spazio senza propulsione. Questa versione minimalista, essenziale ma di enorme suggestione del viaggio e questa descrizione secca dei sentimenti dell’uomo-Armstrong e di chi lo circondava sono a mio avviso il punto forte del film.

Se c’è un messaggio, oltre quelli simbolici e politici già sviscerati da decenni su questo viaggio, che il regista ha voluto dare, riguarda la differenza tra quei tempi e questi di oggi: allora esistevano ideali talmente alti da far passare in secondo piano tutto, anche la propria fama, anche la vita. Come tanti della mia generazione, ho visto lo sbarco sulla luna da bambino ottenne raccontato da Tito Stagno insieme ai miei genitori su una televisione in bianco e nero: ricordo una Milano estiva e calda e la sensazione di qualcosa di irripetibile. Il ricordo è ancora lì, fermo, preciso e sicuramente impatta sul voto molto alto che do a questo film, che comunque lo merita. Imperdibile. N.B. – Spegnete il telefonino quando siete in sala: giusto per non rovinare il silenzio del volo nello spazio e quel pochino di poesia che ogni tanto, raramente, ci riesce a sfiorare.

Film – “First man – Il primo uomo” (*****) ultima modifica: 2018-11-12T02:26:47+00:00 da Francesco