Controfavola listata a lutto di Sollima, che mette in scena la parte nera di Roma, ritratta cupa e piovosa come la Los Angeles di “Blade Runner”. La partenza è banale, nel senso di ordinaria: una classica orgetta finita (molto) male. Da lì si scatena una sequenza di eventi, errori, incomprensioni, vendette, ripicche e debolezze degna di Sydney Lumet. Il risultato è un crescendo di azioni e reazioni, una concatenata all’altra, che portano a un finale dove – come invariabilmente avviene quando il male è troppo – tutti perdono. Film bello, teso, con attori eccellenti (direi una bella fetta di quella che è la crema attuale del cinema italiano), Elio Germano in un personaggio di tragica debolezza che ricorda il Dustin Hoffman di “Cane di paglia” ma anche uno straordinario samurai interpretato da Claudio Amendola, che finalmente ricorda ciò che era come attore e si leva di dosso quella patina zuccherosa a cui ci aveva abituato (come pure il suo gemello Fassari, con un cameo tragico). I personaggi migliori sono tuttavia i cattivi più cattivi, quelli che non riescono a non esserlo nemmeno quando ne avrebbero la possibilità. Film ripeto duro, l’altra faccia della medaglia della “Grande Bellezza”,  ma notevole: 2 ore e passa inchiodati senza alcuna delusione. Da vedere.
* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO
Film – “Suburra” (****) ultima modifica: 2015-11-16T20:08:35+00:00 da Francesco