Silenzio d’Agosto

3776

In questa estate funestata da eventi pesanti e tristissimi e di vite stravolte (chi non è passato – e quante volte – su quei tratti di strada di Bologna e Genova) sembra quasi fuori luogo parlare di mercati: eppure di cose da dire ce ne sono tante e importanti. L’erosione iniziata con il crash di febbraio prosegue senza sosta e sulla grande maggioranza dei mercati: borse (Europa in rosso quasi ovunque con l’Italia sui minimi non solo del 2018 ma degli ultimi 12 mesi e sotto di oltre il 50% dai massimi storici: e per fortuna che c’è la ripresa), bonds (negli USA a buona ragione, visti i tassi che salgono; in Europa invece sale solo lo spread mentre il Bund si mantiene dov’è grazie al suo cedolone nominale, graditissimo a fondi pensione e assicurazioni, e alla fragilità altrui), commodities (i preziosi un disastro, probabilmente vicini a un rimbalzo di qualche settimana come scritto anche sul Sole24Ore del 10 Agosto: ma anche il petrolio, unico a salire davvero fino a metà anno, ha trovato il suo top a meno di grossi problemi in Medio Oriente), Euro (forte coi deboli – sempre meno numerosi – e debole coi forti: dollaro, Yen, Franco Svizzero).

Oro cash – dati settimanali – Forte ipervenduto tecnico

Le uniche note positive a livello di mercati per l’investitore europeo (e per ora noi italiani siamo ancora dentro) riguardano tutto ciò che gira intorno a Stati Uniti e dollaro, sempre più un mondo a parte. Ma se si guarda bene la borsa USA, che comunque è un mostro di efficienza rispetto alle altre, si vede che sono i Nuovi Mostri del web e dell’e-commerce che hanno tenuto su l’indice, che altrimenti sarebbe in ben altra situazione. Quanto possa durare questa frattura tra titoli ormai pesantissimi a livello di capitalizzazione e in molti casi palesemente in bolla e “resto del mondo”, e quanto di questo possa essere sanato con la rotazione settoriale, è un problema reale che si deve porre l’investitore che non abbia ancora abdicato a favore di uno stile di investimento mentalmente, ancora prima che strutturalmente, passivo. Fermo restando che mentre gli USA sono comunque ancora in Bull Market, aiutati per di più dal dollaro, gran parte degli indici dell’Europa e del resto del mondo non lo sono più, anche se non hanno ancora valicato quel Rubicone tecnico che le separa dal Grande Orso. Attenzione alla ciclicità di lungo, negativa ovunque sulle borse per la prima volta dopo il minimo del 2016, e attenzione alla stagionalità, con il bimestre Agosto-Settembre storicamente complesso e in media poco redditizio. Niente di concreto in senso costruttivo sul MIB fino a che si resta sotto 22-22400, mentre rischi di burrasca sull’S&P se si andasse sotto 2750-2700.

Viene in mente a proposito dell’atteggiamento degli investitori su questo ciclo economico il finale di “Gold – La grande truffa”, dove Matthew McConaughey dice: “I segni che le cose stavano cambiando c’erano tutti, dappertutto, ma nessuno voleva guardare… Perché? Perché stavamo facendo troppi soldi.”

Vi lascio augurandovi di cuore Buon Ferragosto e suggerendovi la lettura del pezzo di Massimo Gramellini sulla tragedia di Genova, una delle penne (si dice ancora così? o meglio tastiere?) più acute e raffinate d’Italia nel fotografare la vasta gamma di colori del nostro Paese: https://www.corriere.it/caffe-gramellini/18_agosto_14/chiedete-brooklyn-17bbd82c-9ff8-11e8-9437-bcf7bbd7366b.shtml

Silenzio d’Agosto ultima modifica: 2018-08-15T20:05:18+00:00 da Francesco