In uno dei passaggi più belli dello splendido “Ratatouille” (il cartoon della Disney), il Grande Critico Gastronomico iniziava il suo mea culpa finale con un’osservazione semplice ma lancinante: il critico non esisterebbe se non ci fosse qualcuno che si prende la briga di FARE, quindi di RISCHIARE (in cucina, nei film, nello sport, a qualunque livello). Quindi, la critica quando è fine a sé stessa è semplice parassitismo. In questo senso, le mie non sono “critiche” e nemmeno “recensioni”: sono semplici cronache di uno spettatore che ama, a modo suo e con tutte le proprie devianze e gusti, il cinema, indirizzate ad altri (potenziali) spettatori.  Il cinefilo che è in me ha raccapriccio nel chiamare “Maschi contro femmine” con il termine “film”. Si tratta di agguacchio di episodi, di una levità morale degna di una rissa del Grande Fratello, con la pretesa di dipingere le nuove tendenze sociali nei rapporti tra i due (tre…) sessi. Sceneggiatura e regia sono inesistenti. Le due stelline sono tutte per la Signoris e la Cortellesi (anche de Luigi ormai rifà sempre lo stesso personaggio… sarà simpatico ma basta…) e per qualche battuta che strappa la risata. Inguardabili Vaporidis e Preziosi. Film confezionato per una fascia medio bassa di spettatori. Una volta, ai tempi di Sordi, di Tognazzi ecc. il cinema serviva  a far crescere in consapevolezza, senso critico e anche senso estetico, e quale miglior genere se non la commedia,  ma qui…? Qui? Un tanto al chilo! Mettiamoci tutto così prendiamo più fasce possibili di pubblico! Mi chiedo se Brizzi, onestamente in cuor suo, andrebbe a vedere il suo stesso film.

Maschi contro Femmine (**) ultima modifica: 2010-11-07T12:55:49+00:00 da Francesco