Prometeo è una figura centrale nella mitologia greca. E’ un Titano la cui azione, posta ai primordi dell’umanità, si esplicava in antitesi a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana. Prometeo, su incarico e con la fiducia di Zeus, forgiò l’uomo dal fango e poi Zeus lo animò con il fuoco divino. Questa premessa, insieme alla conoscenza dei due capolavori della fantascienza di Ridley Scott, “Alien” e “Blade Runner”, è la base per comprendere il disegno del film, che di fatto -come ormai noto – è una specie di “prequel” di Alien, nel senso che si (e ci) collega al punto dove – di fatto – “Alien” inizia, cioè con lo sbarco sul pianeta e con la visita all’astronave aliena. Laddove però “Alien” ruotava attorno a un tema fondamentale (il mostro che è in noi… a proposito: ma quando si decideranno a fare un remake del capolavoro del genere, “Il Pianeta Proibito” del (!) ’58?), in “Prometheus” questo stesso tema diventa lo spunto per una riflessione più profonda sulle origini della vita, sulla fede, sulla dualità di bene e male che lottano in ciascun individuo. L’accostamento è obbligato anche con l’altro capolavoro di Scott, “Blade Runner”, in una sorta di viaggio simmetrico e opposto dei protagonisti. Se in “Blade Runner” i replicanti tornano dallo spazio sulla terra alla ricerca del loro creatore, all’inverso in “Prometheus” Elizabeth Shaw (Noomi Rapace) ricerca lo stesso creatore, metafora di Dio, nello spazio profondo, in una razza aliena eppure umana. Se in “Blade Runner” il figliol prodigo Roy Batty torna dal suo padre e creatore Eldon Tyrell per pretendere la vita eterna, in “Prometheus” David (precursore del Ash di “Alien”) accompagna come un figlio il suo creatore Weyland alla ricerca della stessa immortalità nel cosmo più recondito. “Da dove veniamo? Perché esistiamo? Cosa rende un essere vivente “umano”? Qual è il nostro scopo e cosa c’è dopo la morte?” sono le domande comuni a tutti i personaggi dei mondi Scottiani, siano essi umani, androidi della Weyland Corp. o replicanti della Tyrell Corporation. Detto questo, si comprende come le premesse per un capolavoro ci fossero tutte: quindi, questa va considerata una sorta di occasione mancata da Scott. Il film parte benissimo ma progressivamente si incarta su sé stesso, pur mantenendo una grande bellezza visiva. La seconda parte è un ritorno a certe atmosfere di “Alien”, senza che di quel capolavoro horror di fantascienza venga neppure sfiorata la gelida intensità dei momenti in cui il mostro era soprattutto l’atmosfera cupa e claustrofobica della Nostromo contaminata ed aggredita da un’entità di impatto visivo straordinario (l’Alien), pressoché invisibile, invulnerabile e cieca nella sua volontà omicida. Ricordo bene e ho rivisto cento volte le sequenze dell’atterraggio della Nostromo durante la tempesta, le immagini sgranate trasmesse dagli esploratori sui monitor dell’astronave, l’esplosione toracica durante il lunch e il robot antropomorfo e traditore (per conto della  Weyland) spezzato in due, ma ancora parlante e consapevole. Chi ha vissuto quelle emozioni non le ricerchi in “Prometheus”, sarebbe inutile. I “newcomers” invece troveranno un buon film, migliore nella parte visiva (ovvio: c’è la mano di Scott) che nella sceneggiatura, certamente superiore a molti prodotti del genere ma privo della profondità e del pathos emotivo degli illustri precedenti. Buono e interessante, senza essere il capolavoro che sarebbe potuto essere e che avremmo voluto che fosse.

Di seguito, ecco la filmografia di Ridley Scott (la stelletta sui miei – personali – preferiti):

  • I duellanti* (1977)
  • Alien* (1979)
  • Blade Runner* (1982)
  • Legend (1985)
  • Chi protegge il testimone (1987)
  • Black Rain – Pioggia sporca* (1989)
  • Thelma & Louise* (1991)
  • 1492: la conquista del paradiso (1992)
  • L’Albatross – Oltre la tempesta (1996)
  • Soldato Jane (1997)
  • Il gladiatore* (2000)
  • Hannibal (2001)
  • Black Hawk Down (2001)
  • Il genio della truffa* ((2003)
  • Le crociate (Kingdom of Heaven)* (2005)
  • Un’ottima annata (2006)
  • American Gangster* (2007)
  • Nessuna verità (2008)
  • Robin Hood (2010)
  • Prometheus (2012)

* = INGUARDABILE
** = MEDIOCRE
*** = BUONO
**** = DA VEDERE
***** = GRANDE FILM
****** = CAPOLAVORO ASSOLUTO

Film – “Prometheus” (***1/2) ultima modifica: 2012-09-17T10:03:35+00:00 da Francesco